23 novembre 2006

Comprare casa


Ci siamo appena passati. Quelli della mia generazione dico.
Tutti o quasi abbiamo preso casa. Esperienza provante, sia a livello psichico che, ovviamente, economico.
Tempo stimato per trovare un buco che sia più grande di un garage e costi meno di un palazzo in via del Gesù: un anno / un anno e mezzo.
In questo periodo incontri un agente immobiliare a settimana. Di media.
Per tutti quelli che iniziano il loro anno di ricerca adesso, abbiamo scovato questo indispensabile dizionario “immbobiliartistico”
From blog http://www.andreabeggi.net


Da ristrutturare: leggasi “quattro pietre nel fango”. Gli immobili caratterizzati da questa descrizione non esistono come tali: in realtà vi comprate le suddette pietre, con il diritto a demolirle e costruire una casa ex-novo. Immobile sconsigliato se non avete almeno 10 anni da perdere tra imprese e permessi.
Decoroso, ordinato: leggermente meglio del precedente. L’immobile non deve essere demolito, è sufficiente sventrarlo completamente e ricostruirne l’interno.
A 20 minuti dal centro: di solito è vero. Se avete un elicottero, però.
Luminoso: Ha almeno una porta finestra, non importa come orientata.
Luminosissimo: Ha almeno due porte finestra. Oppure una che prende almeno un’ora di sole al giorno.
Centralissimo: Inabitabile di giorno, la notte non si dorme per il rumore. Il fattore di rischio per il carcinoma polmonare è circa il quadruplo del normale, ma appena il doppio degli accaniti fumatori.
Occasione irripetibile: “Costava talmente tanto che neppure con balle colossali siamo riusciti a venderlo, quindi vi facciamo uno sconto del 2%.”
Da amatori: questa ha molti significati. Si va da appartamenti di 50 metri quadrati su 4 piani, a scantinati con una finestra a livello polpacci dei passanti. Varianti: vani dalle forme improbabili e impossibili da arredare con mobili standard; case con doppio soppalco carpiato; tuguri ricavati nei sottoscala dei vecchi palazzi del centro storico.
In caratteristico borgo: Si trova alla sommità di una vecchia mattonata di 700 metri, ripidissima (solo pedonale, no scooter). Spesso queste mattonate hanno la curiosa caratteristica di essere in salita sia all’andata che al ritorno. Solitamente l’immobile è anche “da ristrutturare”, oppure “ordinato” o anche “da amatore”.
Ideale per giovani coppie: facile: ottavo piano senza ascensore, due vani, bagno e cucina sono la stessa stanza.
Possibilità box: la vicina possiede un terreno adiacente pieno di pietre ed arbusti, in forte pendenza. Si tratta solo di convincere la proprietaria a vendere dopo che ha litigato per 20 anni con i precedenti proprietari per questioni di diritti di passaggio (grana che, naturalmente, avrete ereditato). Dopo la vicina dovrete convincere il sindaco a cambiare il piano regolatore per permettervi di costruire 10 metri di strada sterrata. Forti del vostro nuovo viottolo, costruirete un box abusivo aspettando il prossimo condono. Sempre che la vicina non faccia brillare il garage col tritolo nel frattempo.
Nuda proprietà 87enne: “Tranquilli, la vecchia sta per schiattare”.
Carrabile con piccolo fuoristrada: la locuzione esiste: ho visto la casa in questione. C’era solo una piccola imprecisione: carrabile per una moto da trial guidata da Diego Bosis.
I moltiplicatori: ci sono alcune frasi che fungono da moltiplicatori di prezzo. Se una o più delle espressioni compare nell’annuncio, il prezzo dell’immobile va moltiplicato per un coefficiente che porta il prezzo da 1,5 a 2 volte il valore di mercato. Eccone alcuni esempi:
Finiture di pregio, Contesto privato, Vista mare, Immerso nel verde.
Le agenzie immobiliari, utilizzando queste primitive, costruiscono una nuova serie di definizioni che solo il consultatore scafato è in grado di cogliere appieno. Negli ultimi anni va molto Bomboniera, ad esempio. La codifica del termine è semplice, sapendo che si tratta di un appartamento “Da amatori”, ma dotato di “Finiture di prestigio”. Visto? Non è difficile!
Concludo con la madre di tutte le frasi moltiplicatrici:
Trattativa riservata. Che vuole dire: “Vogliamo talmente tanti soldi che ci vergogniamo anche solo a scriverli nell’annuncio. Il prezzo ve lo sussurreremo all’orecchio dopo avervi fatto sedere, col supporto di un anestesista rianimatore, e non lo metteremo mai per iscritto, nemmeno sotto minaccia di morte.”

15 novembre 2006

Compleanni elettronici


La brutta melodia di "tanti auguri a te" non si riesce mai a prendere bene.
Se partono le donne la fanno troppo alta, gli uomini troppo volgare.
Fate uscire la mamma che cantiamo la canzoncina.
Il vino scorre a a fiumi per davvero quando si è a tavola in trenta cristiani.
Compaiono i bottiglioni sulla tavola, che si sa, magari non è un brunello, ma tanto i sapori li hai già dimenticati nell’intreccio indistinto della lingua felpata.
La partita a fine pranzo è stata l’idea della giornata, che ancora oggi ricordiamo nelle gambe, per l’acido lattico e per i lividi delle entrate in ritardo.
Tanto siamo tra amici, ma i ventanni son passati da dieci e in questi dieci anni abbiamo corso poco nei campi e troppo attorno al bancone o dietro alle gonne.
Bancone, gonne e musica che una volta era rock o heavy, ma gli Iron non li ascolta più nessuno e meno male.
Ora l’elettronica, evoluzione dei Depeche Mode, fa tanto fico, ma c’è anche da dire che sono le serate più belle.
Ne facciamo una prossimamente. (invitoqui) Ma per non essere troppo uguali al resto del mondo la serata la facciamo iniziare da Raffaele.
E dal suo pianoforte.